Tetano sul lavoro: il vaccino ogni 10 anni salva la vita

vaccino antitetanica

La vaccinazione antitetanica è obbligatoria per diversi settori professionali e va ripetuta ogni dieci anni per mantenere la protezione. Il tetano, provocato dal Clostridium tetani, può entrare nell’organismo attraverso piccole ferite contaminate da terra o materiale sporco e rilasciare una tossina letale che causa paralisi muscolare spastica. In Italia si registrano ancora circa ventuno decessi annui, un dato inaccettabile per una malattia prevenibile con un semplice richiamo gratuito. Il decreto 292/63 impone di verificarne la copertura nei dipendenti esposti. Vediamo perché non bisogna mai trascurare il richiamo antitetanico.

Non è mai troppo tardi per… fare il richiamo dell’anti-tetanica!

Oggi parliamo di vaccinazione anti-tetanica, che spesso è la “criptonite” del medico del lavoro! Perché? Perché è l’unica vaccinazione obbligatoria in alcuni ambiti lavorativi, sancita da un preciso decreto di legge, ed è anche una delle poche che deve essere ripetuta nel tempo per garantire una protezione anticorpale adeguata.

Ma facciamo un passo indietro, cosa causa il tetano? Come si contrae l’infezione?
Il cosiddetto tetano è causato da un batterio chiamato Clostridium Tetani, un patogeno che è in grado, una volta entrato dell’organismo, di produrre una tossina estremamente pericolosa.  Ma come si contrae questa malattia? Avete mai sentito dire che il tetano si trova sul ferro arrugginito? Ebbene, non è esattamente così.

Il falso mito del tetano e del “fero vecio”

Come tanti altri batteri, Clostridium tetani vive nel terreno: lo possiamo trovare su materiali lasciati all’esterno, in contatto diretto o indiretto con la terra, e perfino nell’apparato digerente di diversi animali.

Generalmente il patogeno entra nel corpo attraverso ferite cutanee contaminate; dopo una prima fase di replicazione produce la tossina tetanica che, legandosi ai muscoli, provoca una paralisi muscolare spastica. Questo blocca il normale movimento muscolare e può causare gravi danni, arrivando in casi estremi – purtroppo non così rari – alla morte.

Tetano
Infezione da tetano

Le statistiche italiane più recenti registrano una media di 21 morti l’anno per infezione da tetano – un numero irragionevole, considerando che la malattia è prevenibile con una semplice vaccinazione. 

Un compito importante del medico del lavoro è verificare la protezione dei lavoratori esposti, in ottemperanza al decreto 292/63. L’obbligo riguarda chi opera in agricoltura, allevamento, edilizia, cure veterinarie, metallurgia, lavorazione di legno e carta, raccolta rifiuti e vari altri comparti.

Come proteggersi dal tetano?

Per assicurarsi di non contrarre l’infezione da tetano basta controllare sul proprio certificato vaccinale di aver svolto il ciclo vaccinale primario (che consta di 3 dosi) e di aver svolto i successivi richiami, che garantiscono una protezione per almeno 10 anni. 

Lo puoi trovare indicato con la lettera T, spesso in associazione ad altri vaccini come la Difterite (D) e la Pertosse (P). Se hai effettuato l’ultimo richiamo oltre 10 anni fa, o se non hai mai svolto l’intero ciclo vaccinale, è decisamente il caso di rivolgersi all’ufficio vaccinazioni del proprio distretto di appartenenza e prenotare la vaccinazione, che è sicura e gratuita!

In particolar modo, se svolgi un lavoro che comporta l’obbligo di essere protetti dal tetano, assicurati di portare il certificato al tuo medico del lavoro, così che possa ricordarti, alla scadenza dei 10 anni, di effettuare il richiamo per essere sempre protetto.

 

Contatta un medico del lavoro

Il tetano è ancora un rischio concreto, ma con il richiamo antitetano ogni dieci anni si può evitare. Hai dubbi sulla tua copertura vaccinale o su quella dei tuoi dipendenti? Compila il modulo contatti e scopri i servizi di medicina del lavoro del dottor Marco Angelini: insieme assicureremo un ambiente di lavoro sicuro e conforme alla normativa.